Lo strato impermeabile: posto al di sotto della massicciata ferroviaria, esso veniva un tempo realizzato in opera mediante bitume colato e sabbia. In seguito, si è passati all’impiego di membrane bituminose prefabbricate e termosaldate in opera. Recentemente, per interventi di una certa estensione, si è tornati all’impiego delle guaine realizzate in opera, con bitumi di nuova generazione, rinforzati con appositi tessuti.
Lo strato di protezione: posto al di sopra dello strato impermeabile, poiché esso non possiede un’adeguata resistenza agli sforzi trasmessi dal pietrisco soprastante. È in genere realizzato in calcestruzzo oppure in conglomerato bituminoso.
Per ovviare ai limiti dei sistemi tradizionali, sono stati sperimentati, sia in Italia sia all’estero, sistemi di impermeabilizzazione denominati ‘loose – laid’ (ovvero stesi senza incollaggio).
Uno di questi sistemi, qualificato e utilizzato da RFI, prevede l’impiego di poliurea spruzzata in opera su teli di geotessuto, preventivamente posati al di sotto della massicciata e protetti superiormente da ulteriori teli di geotessuto accostati.
Pur con un indubbio vantaggio, in termini di rapidità di posa in opera, i predetti sistemi presentano i seguenti inconvenienti.
La posa a spruzzo della poliurea risente fortemente delle condizioni meteo durante la posa e in caso di pioggia o gelo può risultare impossibile. Tuttavia, le condizioni meteo di posa non sono mai determinabili con il necessario anticipo, imposto dalla programmazione delle interruzioni.